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The Walk – cast, trama e recensione

The Walk è un film biografico del 2015 co-scritto e diretto da Robert Zemeckis, con protagonista Joseph Gordon-Levitt nei panni di Philippe Petit, noto funambolo francese, che il 6 agosto 1974 compie la sua più grande impresa: la traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center su un cavo d’acciaio senza alcuna protezione.

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Genere
Biografico, Drammatico
Formato
Film
Durata
123 Minuti
Produttore
Robert Zemeckis
Distributore
Sony Pictures Entertainment - Warner Bros. Italia
Il nostro Punteggio
8.9

The Walk – Cast

La pellicola è l’adattamento cinematografico del libro “Toccare le nuvole fra le Twin Towers. I miei ricordi di funambolo” (To Reach the Clouds), scritto dallo stesso Petit nel 2002, ripubblicato in contemporanea con l’uscita italiana del film col titolo The Walk. Si tratta della terza opera cinematografica basata sulla traversata di Philippe Petit, dopo il cortometraggio “High Wire” di Sandi Sissel del 1984 ed il documentario “Man on Wire – Un uomo tra le Torri” di James Marsh, che vinse il Premio Oscar per il Miglior documentario nel 2009.

Tra gli interpreti principali del film troviamo:

  • Joseph Gordon-Levitt: Philippe Petit
  • Ben Kingsley: Papa Rudy
  • Charlotte Le Bon: Annie Allix
  • Clément Sibony: Jean-Louis
  • James Badge Dale: Jean-Pierre
  • César Domboy: Jeff
  • Ben Schwartz: Albert
  • Benedict Samuel: David
  • Steve Valentine: Barry Greenhouse
  • Vittorio Rossi: sergente O’Donnell

The Walk – Trama

The Walk, il film diretto da Robert Zemeckis, racconta la storia vera di un giovane sognatore, il funambolo Philippe Petit (Joseph Gordon-Levitt), che ha compiuto un’impresa passata alla storia: passeggiare fra le Torri Gemelle del World Trade Center in equilibrio su un filo d’acciaio. Con tanto coraggio e un’ambizione cieca, Petit riesce a superare i limiti fisici, la paura e i divieti delle forze dell’ordine e vincere così la sua sfida contro tutto e tutti.

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The Walk – Recensione

Mentre il Philippe Petit interpretato da Joseph Gordon-Levitt cammina sul cavo teso tra le due Torri Gemelle, sospeso a 415 metri d’altezza dal suolo, The Walk vola.

La spinta per il decollo, Robert Zemeckis l’aveva già trovata nelle fasi preparatorie di quell’evento straordinario e (purtroppo) irripetibile realmente avvenuto nel 1974 e già raccontato in Man on Wire (che il regista americano pare conoscere piuttosto bene): quando il funambolo e i suoi studiano il piano per intrufolarsi sui tetti del World Trade Center, e quando lottano contro il tempo per tendere il cavo in sicurezza.

Il volo, quello vero e proprio, con la sua ebbrezza e la sua magia, che ricalcano quelle del coup sognato e inseguito da Petit con folle e artistica, determinazione, avviene nel momento in cui il francese fa il suo primo passo, inizia la passeggiata del titolo, e la porta avanti per un tempo quasi impossibile, andando avanti e indietro lungo quei 42 metri e mezzo sospesi nel vuoto per ben otto volte, irridendo la polizia che l’aspettava a un capo come all’altro, come in un comica di Stanlio e Ollio, annullandosi nella bellezza del gesto e nel brivido placido della conquista.

In quella trentina di minuti, Robert Zemeckis centra momenti di cinema potente e straordinario, che fanno perdonare le goffe incertezze di una parentesi parigina lontana parente delle dei toni dolciastri e farseschi di Amélie, e l’invadenza ammiccante del coro dello stesso Petit/Gordon-Levitt, che racconta la sua storia dall’alto della fiamma della Statua della Libertà fin dalla sequenza iniziale del film.

Quando a Philippe Petit venne chiesto il perché del suo gesto, con sincero candore il francese rispose “Non c’è un perché.” Poche, pochissime parole capaci di dire tutto e di più, che Robert Zemeckis non a caso ha scelto di mettere in bocca anche al suo protagonista, Joseph Gordon-Levitt. Lo stesso Levitt, alle prese con il suo mentore circense interpretato da Ben Kingsley, viene bonariamente sgridato mentre cerca d’imparare il modo giusto per presentarsi al pubblico e salutarlo: “Fai troppo!,” lo improvera Kingley in un caso; “Troppo poco!,” in un altro.

Avere la capacità di dire molto con poco, senza esagerare, né tirare troppo le redini: non sempre è facile, e non sempre ci si riesce.

E se c’è un difetto che mina le potenzialità altissime e vertiginose di The Walk, è proprio il suo essere troppo scritto, troppo esplicito, troppo parlato. Di fare troppo, di voler spiegare troppo i perché.
In fondo, volevamo stare solo lì con Philippe, in equilibrio sul cavo, senza troppe parole che rischiavano di farci cadere, spezzando la magia.

The Walk – Trailer

The Walk – cast, trama e recensione
Conclusione
Il film è emozionante, fa sognare e quando entra nel vivo lo spettatore riesce a "sentire" l'adrenalina, la tensione e la paura del protagonista portandolo a percepirne le vicissitudini come se fosse lì presente.
8.9

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Effetti speciali
Trama
Ambientazione
Recitazione
Final Score

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